Mappa Medioevale

 
 

S. Mauro La Bruca e Rodio dal 1200 erano possedimenti dell’Ordine Giovannita, detto poi di Malta, e proprio grazie alla presenza stabile dei Cavalieri i due nuclei rurali si aggregarono fino a diventare città. La scoperta è di una ricercatrice del Cnr di Roma che ha rinvenuto nella National Library of Malta un manoscritto del 1626 e, all’interno di esso, due carte sciolte (acquarelli) datate al 1660 che raffigurano con dovizia di particolari i due paesi del Cilento.

I risultati del lavoro di ricerca, che per la prima volta include nell’elenco ufficiale dei possedimenti dell’Ordine questi due centri, sono confluiti nel volume “Le città dei cavalieri” della Dr.essa Antonella Pellettieri, dirigente di ricerca di storia medievale del Cnr e responsabile del progetto internazionale “Territorio e insediamento in Europa e nel Mediterraneo” (in cui rientra lo studio dedicato agli ordini cavallereschi). La scoperta della Dr.essa Antonella Pellettieri include a pieno titolo i due centri tra i possedimenti dell’Ordine, legandoli inscindibilmente alla storia dei Cavalieri Giovanniti che lottavano per liberare il Santo Sepolcro, ma avevano come missione anche la cura dei malati, l’assistenza ai poveri e l’aiuto ai pellegrini. Dai possedimenti più lontani dalle vie di comunicazione per Gerusalemme traevano derrate alimentari e rendite che servivano a finanziare la loro opera e la guerra santa. E questo doveva essere il ruolo anche di Rodio, la cui denominazione richiama l’isola di Rodi, sede dell’ordine, e S. Mauro La Bruca, il cui stemma comunale è identico a quello dei cavalieri di Malta.