Il Miracolo della Galleria Spina

raccontato da uno dei protagonisti a don Pasquale Allegro

 

“Il 14 gennaio 1889 io lavoravo all’imbocco della galleria “Spina” sulla linea ferroviaria Napoli-Reggio Calabria, con imbocco presso la stazione ferroviaria di San Mauro La Bruca, come muratore, e sistemavo i bolognini” (blocchi di pietra intagliati che formano la volta all’ingresso della galleria).

“ Alle ore 11:00 venne una persona, che noi scambiammo per un ingegnere, come ne venivano spesso a controllare i lavori.

Entrò nella galleria e invitò gli operai che vi lavoravano ad uscire per consumare la colazione.

Qualcuno fece notare che non era ancora mezzogiorno:

Egli mostrò il suo orologio: segnava mezzogiorno.

Gli operai uscirono e solo pochi rimasero, non avendo accolto l’invito, e continuarono a lavorare.

Il presunto ingegnere si allontanò e quando fu sulla passerella di legno sul fiume Lambro, si girò verso noi tutti, che eravamo fuori della galleria, e si mostrò sotto l’aspetto del Santo Abate Mauro, in abiti pontificali.

In quel momento la galleria franò per oltre 150 metri, e i pochi operai che non accettarono l’invito, rimasero sepolti tutti.

Noi tutti, che eravamo fuori, a quella visione levammo un sol grido e riconoscemmo di essere stati salvati da morte da questo miracoloso intervento di San Mauro Abate.

Il giorno dopo, 15 gennaio 1889, festa di San Mauro Abate, in San Mauro La Bruca, salimmo tutti sul colle a venerare il Santo nella sua Chiesa, e riconoscemmo nell’immagine ivi venerata il Santo a noi mostratosi sulla passerella di legno sul fiume Lambro e ringraziammo il Signore che per mezzo di San Mauro ci aveva salvato”.